domenica, novembre 19, 2006

Soli, soletti ...


..e sí, cari amici, siamo a Phuket e tutti quanti se ne sono ritornati ai patrii lidi per un meritatissimo periodo di vacanza. I primi ad andarsene sono stati Gianni, Anna, Nico e Giacomo che hanno deciso di rientrare in Italia da Singapore, previo un breve giro in aereo a Hong Kong e Shanghai.

Vi avevo lasciato raccontandovi del Borneo in fiamme e augurandomi, scherzando, che non andassero arrosto troppi orang-utan: lo sapete che ne sono morti un migliaio??
La notizia l'abbiamo appresa a Singapore, dove siamo rimasti cinque giorni per poi ripartire alla volta di Phuket, passando dallo Stretto di Malacca. La situazione "pirati", nello Stretto, da alcuni mesi é sensibilmente migliorata e cioé da quando numerose motovedette malesi si sono messe a pattugliarlo seriamente.
Sempre un disastro, invece, la situazione "pescherecci e barche da pesca in generale". Con la luce del giorno ce la si cava, ma la notte é uno slalom ininterrotto tra un'imbarcazione e l'altra, un evitare continuo di reti e boette; gli occhi sono infilati nel radar per cercare di individurare gli ostacoli piú piccoli e quelli, soprattutto, senza luci. Forse forse avremmo preferito un paio di pirati... no no, é meglio che io non scherzi, visto come é finita con gli orang-utan....

A parte queste difficoltá, la navigazione é stata comunque noiosa, senza vento e costellata da forti temporali quotidiani che verso sera, vista la grande evaporazione del mare nelle ore diurne caldissime , scoppiano scaricando una quantitá enorme d'acqua in poco tempo, riducendo se non addirittura annullando la visibilitá giá limitata.

Da alcuni giorni siamo a Phuket e come dicevo, il resto del nostro equipaggio é partito in vacanza. Mike, Marco e Davide ritorneranno a bordo ai primi di dicembre per dare il cambio a me e a Luigi che, se non succederá nulla di imprevisto, dovremmo a nostra volta lasciare il barcone per un paio di settimane.
La compagnia, peró, non ci manca: dal giorno successivo al nostro arrivo siamo entrati nella giá pianificata "fase cantieristica": una serie rapida, ma intensa di lavori di maquillage che prevede la presenza a bordo di un buon numero di minuscoli operai tailandesi che, come i piccoli lillipuziani attorno a Gulliver, vorticano al cospetto dell'imponente Numero Uno.
Lo scopo di tutto questo affaccendamento é chiaro: nonostante le 30.000 miglia che percorreremo fino al nostro rientro in Italia, vorremmo proprio che questa bella signora del mare arrivi piú giovane e piú in forma di quando é partita (almeno lei...).

Nel prossimo mese non voglio annoiarvi con tutta la sequenza di lavori che stiamo facendo e faremo e con gli inevitabili inconvenienti e contrattempi. Vi do quindi appuntamento verso Natale, prima di tutto per i doverosi auguri e poi per fare il punto della situazione prima della partenza per Sri Lanka.

Ma non dimenticateci!