domenica, agosto 26, 2007

IL GIRO DEL MONDO MINUTO PER MINUTO

Genova, 27 agosto 2007: siamo arrivati, il nostro bellissimo giro del mondo è finito. Sulla banchina dello Yacht Club ci aspettano i festeggiamenti dei numerosissimi amici.


In questi casi la retorica tende tranelli molto forti, ma io non ci cadrò e... senza né lacrime né magoni vi darò un lucido, asettico, matematico e alfabetico resoconto della nostra avventura!

Prima i protagonisti e poi i numeri:

La GRANDE protagonista è stata indubbiamente lei: LA NUMERO 1 UNO. Ha richiesto tante cure e tanto affetto. Li ha avuti. E' più bella e più in forma che alla partenza!
E poi ci siamo tutti noi. Gianni e Gigi in prima fila: perfetto anfitrione il primo, deus ex machina di tante situazioni, il secondo. Attenzione, la retorica tenta di sopraffarmi.
Anna, Nicolò, Giacomo, ottimi compagni della bella avventura.

L'equipaggio che si è alternato: Davide (che, il giro, se l'è fatto proprio tutto e con gran gusto), Marco, Mike, Patrizia, Ilaria, Bobo, Silvia e Gianluca (in ordine di permanenza a bordo). Poi c'è Emilio, fisicamente assente durante il Giro, ma importante e affettuoso riferimento nella storia de La Numero Uno! Last (...but, se permettete, not least) c'è la sottoscritta Irene.
Un GRAZIE grande grande a tutti (Ruggero compreso, che si è "smazzato" tutti i blog con impegno e competenza).

Ed ecco i protagonisti:



Ed ora i numeri:
  • A come Amici ospitati a bordo durante il Giro: 125
  • B come Bottiglie di vino. Ne abbiamo bevute circa 1500
  • B come Blog. E' stata un'azzeccatissima idea di Ruggero e mai ci saremmo aspettati un seguito di lettori così nutrito. E' servito a tenerci e sentirci tutti più vicini.
  • C come Cyclette. L'abbiamo usata in molti. Chilometri pedalati: non meno di 7.000
  • C come Compleanni. Ne abbiamo festeggiati 22. Il nostro arrivo, tra l'altro, coincide con il compleanno di Gianni
  • D come Derive. Le due derivette ci hanno dato momenti di grande divertimento e... agonismo
  • E come Equipaggio. Senz'altro il migliore reperibile su tutte le piazze del mondo....!!!!
  • F come Farina. Ne abbiamo consumati non meno di 500 chili
  • F come Foto. Senza calcolare quelle cancellate, Anna ne ha scattate circa 23.500 e Davide più di 10.000
  • F come Fatica. Quantaaaa...
  • G come Giorni impiegati a fare il giro del mondo: 645, dal 21 novembre 2005 al 27 agosto 2007
  • G come Gasolio consumato: 140.000 litri
  • G come Grazie. A Gianni, a Gigi, a tutti
  • H come Ho senz'altro dimenticato qualcosa
  • I come Immersioni. Tante e belle
  • L come Litri di acqua dessalinizzata: 455.000
  • L come Litri di acqua dessalinizzata e bevuta: 57.000
  • L come Lavatrici fatte: circa 2.000 (e altrettante asciugatrici)
  • L come Lavastoviglie: più di 2.000 carichi
  • M come Miglia percorse: 31.000 (57.500 chilometri)
  • N come Nodi di velocità max raggiunta a vela: 14,6 (27 chilometri all'ora)
  • O come Onde. Le più grosse (6 metri), le abbiamo avute nel tratto da San Blas a Cartagena. 40 ore di montagne russe!
  • P come Pesci. Quelli pescati alla traina e tirati a bordo non sono più di 50 (pochini). Quelli pescati sott'acqua: tantissimi !!
  • P come Pesci volanti. Record durante la traversata dalle Vanuatu a Darwin: una mattina ne abbiamo raccolti 41
  • P come Pioggia: su 645 giorni di viaggio ne abbiamo avuti solamente 35 (di cui 9 di fila a Papeete nel maggio del 2006)
  • Q come Quanti ancoraggi fatti? Non meno di 520
  • R come Ritrovamenti in mare. In una mattina abbiamo raccolto 8 materassini gonfiabili e una tavola da surf (il giorno prima era stato molto ventoso)
  • S come Sogno. Gianni ha felicemente realizzato il suo
  • S come Soddisfazioni: tante
  • S come Subacquea. Mi prendo il merito di averla inculcata, con successo, a quasi tutti i presenti a bordo
  • T come Traversate. Quella dell'Atlantico (2700 miglia) dalle Canarie a Martinica è durata 13 giorni. Quella del Pacifico dalle Galapagos alle Marchesi (3000 miglia) è durata 15 giorni, quella dalle Vanuatu a Darwin (2250 mg) 14 gg; da Bali a Singapore (900 mg) 5 gg; da Phuket alle Maldive (1500 mg) 9 gg; dalle Maldive al Sudan (2400 mg) 13 gg
  • T come Temperatura dell'acqua: max 32° alle Maldive, minima 19° in una baia della Turchia vicino a Bodrum
  • T come Temperatura dell'aria: max 42° in Egitto in maggio (ma con il 25% di umidità).
  • U come Unica rottura di scatole: la burocrazia !!!
  • V come Vento. Forza max raggiunta: 54 nodi nel Golfo del Leone il giorno dopo la partenza da Genova
  • Z come Zanzare: per fortuna le grandi assenti !

sabato, agosto 18, 2007

ITALIA


Dopo 21 mesi di navigazione intorno al mondo, eccoci rientrati in acque italiane.
Abbiamo lasciato ieri l'isola di Malta, ritrovata, dopo anni, più affascinante e in netta ripresa e stiamo ora per raggiungere Favignana, che fa parte del piccolo arcipelago delle Egadi, al largo di Trapani.


Dopo mesi (anni, direi) praticamente ininterrotti di sole, le acque costiere della Sicilia ci hanno regalato una mezz'ora di nebbia fittissima e inaspettata. Il sole è ritornato presto a risplendere, ma questa prima breve avvisaglia ci ha ricordato che esistono le stagioni, le nuvole, la pioggia, l'umidità, il freddo, le perturbazioni: normali fenomeni meteorologici ai quali non eravamo più abituati...

Ecco, solo poche righe per aggiornarvi su come procede la nostra '"arrampicata" finale verso Genova lungo le coste del Tirreno.
Non mancate però fra una decina di giorni il prossimo e ultimo appuntamento, nel quale ci sarà la sintesi completa del nostro bel viaggio, corredata da un sacco di foto!

mercoledì, agosto 01, 2007

STRAVOLTI DAL CALDO


Per prima cosa, buone vacanze a tutti !

Presumo che la maggior parte degli amici che ci leggono abbiano lasciato ufficio e città e si accingano a godersi, spero, delle serene e rinvigorenti vacanze.

Noi abbiamo invece cominciato il conto alla rovescia: fra meno di quattro settimane saremo a Genova e il nostro giro del mondo verrà archiviato. Non neghiamo di essere piuttosto affaticati e di guardare a questa data con sollievo... Ci risentiremo, naturalmente, per un riassunto finale doveroso fatto di sensazioni, commenti, statistiche, numeri e dati finali (è un po' il mio "pallino").

Attualmente siamo in 18 a bordo, perchè i tanti amici di Gianni e Anna che per vari motivi non hanno potuto raggiungerci in luoghi esotici e lontani, si stanno adesso distribuendo le ultime occasioni per navigare qualche giorno in loro compagnia su "La Numero Uno", sempre splendente e in forma nonostante le 30.000 miglia ormai percorse.

Abbiamo lasciato definitivamente la Turchia, che negli ultimi dieci giorni ci ha decisamente stravolti dal caldo! Ora stiamo attraversando l'Egeo e fra una settimana saremo in Peloponneso.



Stiamo facendo un po' una corsa tra un'isola e l'altra, una specie di toccata e fuga un po' troppo frenetica, ma le tappe che ancora rimangono sono numerose e quindi non possiamo permetterci di assaporare il Mediterraneo come avrebbe meritato.

Non avendo episodi di rilievo da raccontare, vi saluto, rinnovando l'augurio di buone vacanze!

lunedì, luglio 16, 2007

E' arrivato il Meltemi


Il meltemi è arrivato. In ritardo, ma ormai ci siamo dentro. Voi forse penserete che la sto facendo un po' lunga con questo vento, ma il meltemi è così importante per il Mar Egeo e quindi per il nostro programma di navigazione, che dobbiamo tenerlo bene in conto. Al momento non è molto forte , non ha ancora toccato i 40 nodi (Luigi e io lo chiamiamo "meltemino"), ma andando avanti con la stagione estiva, si instaurerà la consueta bassa pressione stagionale e lui aumenterà di intensità. D'altronde, un meltemi che si rispetti raggiunge facilmente i 50 nodi (e oltre). Dopo essere saliti fino a Istanbul, ormai stiamo scendendo, saltabeccando tra Grecia e Turchia. Ieri eravamo a Bodrum e fra qualche giorno raggiungeremo Marmaris; il che significa che fino al momento in cui dovremo nuovamente rivolgere la prua verso ovest, da Rodi al Peloponneso, navigheremo con il vento al lasco e/ o in poppa: "che è meglio"....


Il tempo è comunque sempre bellissimo e Gianni, Anna, i ragazzi e gli amici che si alternano a bordo si stanno facendo delle scorpacciate di sole indimenticabili. E noi, a distanza di molti anni, riscopriamo tutti i posti che estate dopo estate, avevano rappresentato la "palestra" dove si era sviluppata la nostra scuola di vela. "Amarcord" pieni di nostalgia, piacere, sorpresa, rimpianto. E sì, si invecchia, si invecchia! A malincuore dobbiamo però comunque dire, che tranne qualche bella isola greca, anche il nostro amato Mediterraneo è nel suo complesso degradato. Sott'acqua, il mare e la sua vita sono diventati dei deserti silenziosi, disturbati raramente da spauriti e fugaci passaggi di microscopici pesciolini. Ben lontani quindi i tempi in cui cernie, ricciole, polpi, saraghi ecc. ci tenevano compagnia finendo spesso in padella!


lunedì, luglio 02, 2007

ISTANBUL


Siamo arrivati nella città turca alcuni giorni fa, accolti da 46° all'ombra. Adesso, come peraltro in tutta l'Europa meridionale, il caldo si è attenuato e si sta molto meglio.
Istanbul è bellissima: personalmente non c'ero mai stata e ho quindi apprezzato ancora di più tutto quello che sono riuscita a vedere, seppure in pochissimo tempo.
Le moschee con i loro svettanti minareti, le basiliche, i palazzi, la suggestiva cisterna sotterranea, la torre di Galata, l'immenso palazzo del Topkapi, tutte magnifiche testimonianze ingegneristiche e architettoniche realizzate a partire dal VII° secolo dopo Cristo e tutte meravigliose testimonianze, ancora vivissime, di uno storico passato opulento e sfarzoso. Anche il Bosforo, il canale lungo una dozzina di miglia che separa l'Europa dall'Asia e che si apre nel Mar Nero, è stato una sorpresa molto piacevole. Lo abbiamo percorso con La Numero Uno (purtroppo a secco di vele per rispettare le regole di navigazione di questa zona assai trafficata), ammirando le costruzioni su entrambe le rive e i giardini folti e frequenti che ricoprono le collinette sovrastanti.
Molto suggestivo è stato il passaggio sotto l'imponente ponte, lungo 1074 metri, alto 64 metri dal livello dell'acqua. Questo del Bosforo è tutt'ora il nono ponte sospeso del mondo per lunghezza.


La novità di bordo dell'ultima ora, come avevo preannunciato, è stata l'arrivo di Patrizia, alla quale ho "passato il testimone" (fornelli e padelle). La nostra "coca" si è riambientata immediatamente e ora l' equipaggio è al gran completo.
Domani si riparte. Ripercorreremo il mare di Marmara, ripasseremo lo stretto dei Dardanelli e saremo nuovamente in Egeo dove, quasi sicuramente, ci sta aspettando il Meltemi.

Prima di concludere, permettetemi ancora un breve commento sulla Coppa America. Nel momento in cui scrivo, sul 4 a 2, non possiamo sapere come finirà, ma sicuramente Alinghi non ha dimostrato la superiorità schiacciante che più o meno tutti sospettavamo. Sono bravi, bravissimi, ma... onore al merito ai neozelandesi che fino a ora li hanno saputo contrastare con uguale impegno e capacità!

A presto, cari amici. Un abbraccio da tutta la Numero Uno

giovedì, giugno 14, 2007

SPECIALE COPPA AMERICA


Stiamo veleggiando tra le isole del Dodecaneso e le Cicladi. La Grecia, pur a distanza di anni, continua a non deluderci e a confermarsi uno dei posti più belli del mondo. Fra un paio di settimane dovrebbe cominciare a soffiare il Meltemi, appuntamento obbligatorio dei mesi estivi nel Mar Egeo. Fra poco sapremo quanto "fastidio" ci darà quest'anno. Il Meltemi è infatti un vento solitamente parecchio forte e implacabile, ma è il prezzo che si paga volentieri pur di navigare tra queste bellissime isole.
Una bella novità: a Rodi abbiamo imbarcato Roberto (Bobo), il nostro nuovo direttore di macchina. Nuovo acquisto per "La Numero Uno", ma amico di vecchia data per Luigi e per me. Per la fine del mese, come dicevo alcune settimane fa, aspettiamo il ritorno di Patrizia, la nostra cuoca napoletano-neozelandese e allora l'equipaggio sarà finalmente e completamente ricostituito.

Oggi, però, vorrei dedicare la parte principale del mio blog all'avvenimento velistico più importante dell'anno: la Coppa America. Come è andata la Louis Vuitton Cup, lo sappiamo tutti (devo confessare che il mio tifo era per il team Kiwi, tirandomi addosso tutte le male parole possibili dagli amici a bordo); fra pochi giorni assisteremo sicuramente a una sfida di altissimo livello (e io temo un po'...).


Nell'attesa di questa incerta finale, ho pensato di proporvi delle notizie spicciole e curiose sull'America's Cup, del tipo "lo sapevate che...".
  • La prima edizione di questa entusiasmante regata ebbe luogo nel 1851.
  • Sir Thomas Lipton (sì, proprio quello del tè) vi partecipò per ben 5 volte dal 1899 e il 1930, senza mai riuscire a vincere e spendendo cifre colossali.
  • La vittoria più schiacciante nella storia dell'America's Cup fu ottenuta nel 1881 da "Mischief" che battè "Atlanta" di 38 minuti e 54 secondi.
  • La barca più grossa che ha partecipato alla Coppa America fu "Reliance", con i suoi 40 metri e 70 membri d'equipaggio (nel 1903).
  • Gli Stati Uniti, nei primi 132 anni di storia della Coppa, vinsero tutte le 25 edizioni, perdendo per la prima volta la finale nel 1983 contro l' Australia .
  • La Coppa America è stata vinta soltanto da 4 nazioni: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Svizzera.
  • Valencia è la sesta città ad avere ospitato l' America's Cup dopo New York, Fremantle, San Diego e Auckland.
  • Per trasportare tutto il materiale necessario per lo svolgimento della Coppa, è stato impiegato un grosso cargo. Il carico imbarcato pesava 2.000 tonnellate e occupava 30.000 metri cubi (l'equivalente di 12 piscine olimpioniche). Fra le merci trasportate c'erano: 86 imbarcazioni a motore di diverse dimensioni, 70 containers, 13 imbarcazioni classe America's Cup, 20 alberi.
  • La Louis Vuitton Cup si è tenuta 6 volte (1983,1987, 1992, 1995, 2000 e 2003) e in quattro occasione il vincitore si è aggiudicato anche la Coppa America.
  • Quando, nel 1851, "America" sfidò il Royal Yacht Squadron, Louis Vuitton era un giovane francese di 30 anni. Nel 1854 egli aprì il suo primo negozio a Parigi.
  • Per disegnare lo scafo di un'imbarcazione di Coppa America, sono necessarie più di 40 milioni di equazioni.
  • L'80% delle 24 tonnellate di peso di ogni imbarcazione è situato in chiglia.
  • Le barche sono fatte quasi interamente in fibra di carbonio: lo scafo, il ponte, l'albero, il timone e persino le vele. La randa può contenere più di 65 chilometri di fibra.
  • Lo spinnaker ha una superficie quadrata pari a quella di due campi da tennis ed è lungo come le ali di un Boeing 747.
  • A bordo di ogni barca, tutto avviene manualmente. Non c'è nulla di elettrico; l'equipaggio deve gestire circa 1.000 metri di drizze e questo è reso possibile dall'impiego di 10 winches.
  • Le misure standard di un'imbarcazione sono: 24 metri di lunghezza, 4 metri di larghezza, 24 tonnellate di peso, 33 metri di altezza d'albero, 350 metri quadrati di superficie velica delle vele di prua e 700 metri quadrati per le vele di poppa.

domenica, giugno 03, 2007

SUEZ, MEDITERRANEO, ISRAELE



Tre nomi molto importanti e significativi di questo giro del mondo che ha cominciato il suo ultimo atto.
Il canale di Suez ci ha riportati in Mediterraneo. Ci siamo lasciati alle spalle mesi e mesi di tropico, di esotico, di sole, di coralli, di caldo, per rientrare nel "mare nostrum" ancora freddino e mutevole.

Abbiamo detto addio all'affascinante Mar Rosso le cui acque, oltre a essere apprezzate per i bellissimi fondali, continueranno a conservare nel tempo ricordi di storia plurimillenaria: le scorribande dei fenici e dei romani, le imbarcazioni dei faraoni, quelle di re Salomone e della regina di Saba, i sambuchi carichi di pellegrini diretti alla Mecca.



Pur assaporando le sensazioni emanate da questo passato illustre e incancellabile, il ritorno in Mediterraneo ci ha dato però un'emozione più completa. E' il mare che conosciamo meglio, quello vicino e familiare, è il ritorno a casa.

E poi c'è Israele. Israele? All'ultimo momento, con la complicità di Gianni, Anna e i ragazzi, abbiamo deciso di fare un colpo di testa. Anna ha una zia novantenne (90enne) che da 68 anni è suora di clausura e da circa 30 si trova nel convento delle Carmelitane ad Haifa. Port Said, la città egiziana che si affaccia sul Mediterraneo alla fine (o all'inizio) del Canale di Suez, è ad appena 160 miglia da Haifa. Perchè non farci un salto?



Visto che Israele è perennemente in stato di agitazione e Haifa è a soli 50 km dal confine con il Libano, la nostra visita, dal punto di vista burocratico, è stata parecchio laboriosa: per la nostra e la loro sicurezza il nostro arrivo è stato preceduto da quintali di fotocopie di documenti, di spiegazioni e interrogatori. La navigazione de "La Numero Uno", avvicinandoci alla costa, è stata seguita palmo a palmo fino all'ultimo dalla Marina militare; il tutto all'insegna della cordialità e della correttezza.



E abbiamo anche voluto strafare: tutti in battera (tranne Gigi che è rimasto a bordo) ce ne siamo andati per un giorno intero a Gerusalemme a visitare i luoghi che hanno caratterizzato la storia del Cristianesimo.
Al di là di ogni personale credo religioso, con enorme interesse storico e innegabile emozione abbiamo visto con i nostri occhi luoghi sacri come l'orto degli ulivi, la grotta dove Gesù si è nascosto a pregare prima di essere crocefisso, il punto del Golgota dove era infissa la croce, la tomba della Madonna, il muro del pianto, il sepolcro, la stanza dell'ultima cena, la tomba di re David.

Il giorno dopo c'è stato poi l'incontro con Suor Maria di Gesù, la zia di Anna, che con spirito e perfetta lucidità ci ha parlato della sua vita, della sua vocazione, della sua moderna concezione del mondo esterno, trasmettendoci attraverso i racconti tutta la serenità e la pace interna che la accompagnano. La conoscenza con Suor Maria la mettiamo di sicuro fra gli avvenimenti che non si dimenticano!

Siamo quindi ripartiti da Israele con un bel carico di esperienze nuove e importanti e...con la barca piena di pompelmi e arance di Jaffa!



Prossima tappa: Cipro.
A presto, cari amici.

martedì, maggio 22, 2007

AGGIORNAMENTO

..aggiornamento necessario, perchè ricevo molti email da amici che ci chiedono dove siamo o che addirittura ci comunicano di guardare con particolare attenzione le regate di Coppa America a Valencia, con la speranza di vederci tra le barche del pubblico!
Chi ci segue su questo blog con regolarità (sempre un bel "grazie" a tutti), sa che alcuni mesi fa abbiamo cambiato programma, decidendo di barattare una sosta costosissima di tre mesi nella città spagnola con tre mesi itineranti nei posti più belli del Mediterraneo. Le regate le guardiamo alla tele, mentre dal vivo veleggeremo nel Bosforo, nelle Cicladi, nel Dodecaneso ecc. ecc. Mica male come scelta, non vi pare ??



Un altro aggiornamento che mi viene sollecitato riguarda noi dell'equipaggio. In effetti negli ultimi tempi ci sono stati alcuni frequenti cambi della guardia. Adesso lo schema sembra definitivamente ristabilito: al momento siamo soltanto in quattro, Gigi, Davide, la giovane Ilaria e io. Ilaria ha preso il posto di Silvia, tornata a casa ed è quindi la nostra nuova hostess (con specializzazione in torte e biscottini). Emilio, che abbiamo avuto "in prestito" purtroppo solo per alcune settimane, ha passato un po' della sua esperienza e competenza tecnico-motoristica-informatica a Davide il quale, indossata una tuta bianca immacolata (colore non propriamente adatto alla sala macchine, ma che gli sta molto bene...), si è messo con buon successo a maneggiare filtri, giranti, attrezzi, valvole e quant'altro, oltre che, naturalmente, a svolgere il suo regolare lavoro di marinaio.

Fra un paio di settimane arriverà Roberto (Bobo) a dargli manforte e alla fine di giugno l'organico sarà completato dal ritorno di Patrizia, la nostra ex "coca" italo-neozelandese che, forse vi ricordate, è già stata sette mesi a bordo con noi. Indovinate chi è la cuoca ad interim ? Risposta troppo facile! Ops, dimenticavo Gigi: Gigi è Gigi e basta e forse l' UNICA cosa che non sa fare è proprio...cucinare. Anche i migliori hanno il loro tallone d'Achille!!

A questo punto, del canale di Suez vi racconterò la prossima volta, magari fra una settimana, in diretta dal canale stesso.

mercoledì, maggio 09, 2007

ANCORA MAR ROSSO

Ciao a tutti.

Siamo ancora fermi in Egitto e fa caldissimo. Ieri mi hanno riferito una notizia a mio parere molto interessante: Hurgada conta circa un milione di abitanti. 40.000 sono nati in città, 60.000 vi hanno trovato lavoro ma provengono da altre parti del Paese e gli altri 900.000 sono turisti !! E questi numeri valgono per 12 mesi all'anno !!

Vi propongo delle altre brevi informazioni sul Mar Rosso. Grosse novità di bordo da raccontare, d'altra parte, non ce ne sono ed elencare la lista dei lavori che stiamo facendo, sarebbe un po' monotono. Meglio pensare al bellissimo mare e ai suoi abitanti...

Come dicevo la volta scorsa, 5 milioni di anni fa lo spostamento delle terre ha causato l'apertura dello stretto di Bab El Mandeb, catapultando nel Mar Rosso le acque dell'oceano Indiano . Pensate alla confusione e agli sconvolgimenti che si sono venuti a creare tra i popolamenti animali e vegetali: molte specie si sono adattate, altre si sono estinte, altre modificate, perdendo ogni memoria del loro passato oceanico.

Nel corso dei millenni, le straordinarie complessità e varietà dei coralli del Mar Rosso hanno fornito (e forniscono) infiniti habitat per gli innumerevoli organismi marini.

Le specie presenti in questo mare sono oltre un migliaio, di cui più del 10% endemiche. Tra quelle più numerose si contano le oltre 50 dei Labridi, il cui rappresentante più preminente è il Pesce Napoleone (lo dice il nome stesso...). Lo sapevate che il simpaticissimo Napoleone può raggiungere i due metri di lunghezza? E' uno dei miei preferiti: è curioso, divertente, mite, si avvicina e si fa avvicinare e ti rimane al fianco per un sacco di tempo.



Ma ce n'è per tutti i gusti: pesci che si rifugiano o si mimetizzano per sfuggire ai predatori, oppure, allo stesso scopo, quelli che emanano un bozzolo di muco che li avvolge interamente isolandoli dall'ambiente esterno. Pesci che depongono le uova in posti segreti; altri (le remore) che si attaccano agli squali e alle mante e non li mollano più. Pesci che mutano di livrea a seconda dell'età, del sesso o della stagione; primi fra questi, i pesci pappagallo, che non possono certo sottrarsi all'attenzione dei subacquei, tanto sono rumorosi quando beccottano il corallo, spezzandolo con i loro denti particolarmente forti.



Le risorse del fondo sottomarino sono sufficienti per tutti e tutti trovano il cibo adatto a loro: plancton, alghe, polipi dei coralli, altri pesci.

Anche se questa rassegna è veloce e sommaria, non posso però non citare ancora una volta i miei favoriti: allontanandosi dalla barriera corallina e cioè dai moltissimi pesci variopinti che vivono fra i coralli, si scende più in profondità e ci si avvicina a un ambiente dove l'interesse per la colorazione viene sostituito da quello per le dimensioni. Mi riferisco al regno delle mante, dei banchi di carangidi, dei barracuda e degli squali. Ecco, ci siamo, li ho nominati. Ma d'altronde, quale altro abitante dei fondali può competere con loro in bellezza, eleganza, forza, potenza, inquietudine??

La prossima volta l'argomento sarà doveroso: parleremo del canale di Suez !

mercoledì, aprile 25, 2007

CURIOSITA' DAL MAR ROSSO

Siamo a Hurgada, o più precisamente, in un simpatico marina che fa parte di un complesso di alberghi, ville, negozi e tutto quello che può rendere piacevole il soggiorno di egiziani in vacanza o di turisti che vogliano godersi lunghi periodi di bel tempo assicurato. Si chiama El Gouna ed è a una quindicina di chilometri a nord di Hurgada. Fra pochissimi giorni, anche La Numero Uno andrà in vacanza, spegnendo motori, generatori e ripiegando le vele per circa un mesetto. Gianni, con Anna, i ragazzi ed alcuni amici se ne andranno a girovagare tra sfingi, tombe di faraoni, antiche vestigia, piramidi, nilo, dighe e quant'altro di attraente offre questo Paese. Faranno poi un salto in Italia e verso la fine di maggio riprenderemo tutti quanti la "lunga rotta" con l'entrata in Mediterraneo. Che ne sarà, nel frattempo, dell'equipaggio? Stiamo maturando alcuni progetti e la prossima volta ve li farò sapere.



Le "curiosità dal mar Rosso" preannunciate nel titolo, sono però altre. Ho attinto da alcuni libri delle notizie a mio parere interessanti e ve ne faccio un breve riassunto:

Il Mar Rosso si è formato in seguito al lento ma continuo allontanamento delle placche africana e arabica e per l'incessante attività, anche se lontana, della profonda Dorsale di Carlsberg, che corre lungo i fondali dell'Oceano Indiano (non mi inoltro certo in dettagli geologici troppo specifici). La separazione delle due terre è cominciata da circa 30 milioni di anni, si è poi interrotta per un certo periodo ed è ripresa 5 milioni di anni fa. Lo spostamento delle terre ha fatto ruotare la penisola arabica fino a causare l'apertura dello Stretto di Bab El Mandeb, creando una comunicazione diretta con l'Oceano Indiano.
Possiamo quindi affermare che il Mar Rosso, anche se piccolo, è un vero oceano in formazione attiva; la spaccatura fra le due coste aumenta di 3 - 4 centimetri all'anno, così che fra 150 milioni di anni il Mar Rosso potrebbe essere grande come l'Oceano Atlantico (e a noi che importa? Anche con tutta la buona volontà, mica ci saremo !!). Attualmente il Mar Rosso è lungo 2250 km, dei quali 1900 ricoperti d'acqua. La larghezza massima, 350 km, si ha nei pressi di Massaua, mentre il punto più stretto, 26 Km, è a Bab El Mandeb. La profondità massima raggiunge i 2850 metri. Le due propaggini, il Golfo di Suez e il Golfo di Aqaba hanno caratteristiche molto diverse: il primo è lungo 250 km e largo 32 ed è poco profondo (solo 90 metri), mentre Aqaba ha delle fosse fino a 1800 metri.

Le coste sono dovute a formazioni coralline fossili. Il corallo, la cui bellezza, varietà e ricchezza sono la principale attrazione del Mar Rosso, è presente lungo tutta la fascia costiera fino a 50 metri di profondità, mentre non esiste dove il deserto causa lo sviluppo di dune di sabbia portata dal vento o depositata dalle onde. Disseminati qua e là, ma non necessariamente vicino alla costa, si incontrano diversi banchi corallini che non sono altro che isole in formazione: torri che nascono a 400, 500 metri di profondità e che stanno crescendo.

Due dati interessanti di questo mare sono la temperatura e la salinità. L'acqua è particolarmente calda, perchè isolata da quella dell' oceano Indiano. Pensate che appena superato lo stretto di Bab El Mandeb, immediatamente la temperatura è di 7 gradi più alta di quella dell' oceano, a circa 300 metri di profondità i gradi in più sono 21 e a 2000 metri sono 19. Questo vuol dire che a 2000 metri, la temperatura dell'acqua del mar Rosso, particolarmente vicina alla lava del mantello terrestre, va da 38 a 63 gradi: il contrario di tutti gli altri mari del mondo!! Ed ecco il rovescio della medaglia: il vento da nord, spesso pungente (eufemismo per "freddo") che soffia da ottobre ad aprile, fa abbassare fino a 18 gradi la temperatura dell'acqua in superficie, che è poi quella che interessa a noi che dobbiamo fare il bagno e/o immergerci solo a qualche decina di metri !! Brrr...

Per dovere di cronaca devo però anche dire che, in estate, ci sono delle zone riparatissime dal vento, dove l'acqua arriva a 45 gradi !

Lo stesso vento da nord, oltre che pungente anche vigoroso, spinge verso sud il flusso delle acque, fino ad abbassarne il livello di 20 - 30 cm.

E la salinità?? Incredibile: la grande evaporazione (compensata in parte dall'apporto idrico dell'Oceano indiano soprattutto nei mesi in cui soffiano i monsoni da Nord Est) e la quantità scarsissima di pioggia (non più di 100 mm all'anno), determinano una salinità del 10% in più di quella degli altri oceani: da 51 a 260 grammi per chilogrammo d'acqua!

La prossima volta le curiosità riguarderanno soprattutto i miei amici pesci, i loro comportamenti e quello che possono aver pensato dopo essere stati catapultati all'improvviso fuori dall' oceano Indiano nel momento in cui si è aperto lo Stretto di Bab El Mandeb...



A proposito di pesci: ieri il mar Rosso ci ha fatto un regalo molto grosso e molto raro: la comparsa, sotto la poppa de La Numero Uno, di uno squalo balena. Era un cucciolo di "appena" di cinque metri. Siamo saltati in acqua e lui, docile e un po' tontolone, si è fatto fotografare e addirittura accarezzare. Un'emozione difficile da dimenticare!

Ciao a tutti.