lunedì, marzo 12, 2007

PIRATI E SETTE COLONNE


La nostra lunga traversata si è conclusa molto felicemente. A dire il vero vi sto scrivendo quando ancora ci mancano una cinquantina di miglia a Port Sudan, ma ormai ci sentiamo "a casa" e "al sicuro".
Ora, non vorrei fare la figura di quella che, passato il pericolo, fa un po' la sbruffona, ma questa volta, davvero, la tensione nel tratto più a rischio è stata minima se non, addirittura, spesso dimenticata. Solo in un'occasione ci siamo trovati molto vicini a un peschereccio "sospetto" e ci siamo preparati psicologicamente (e non solo) all'eventuale incontro, per poi però capire subito che quelli avevano solo intenzione di pescare...Questo non vuol dire che la nostra attenzione non fosse costante, anzi, direi che siamo diventati tutti specialisti nell'interpretare le mosse delle imbarcazioni catturate dal radar!

I turni di guardia sono filati via tranquilli e il tempo ci è stato molto favorevole: mai una goccia di pioggia, mai una nube, stelle a profusione e luna generosa. Le prime 1300 miglia le abbiamo percorse sotto vela, molto veloci e con onde oceaniche senza pretese. Poi come già vi ho raccontato, c'è stato l'incontro con Antonio, con il quale, però, siamo rimasti meno del previsto, perchè il vento è calato e noi abbiamo dovuto attaccare i motori. A quel punto la differenza di velocità tra le due barche sarebbe stata difficile da sostenere a lungo e quindi lo abbiamo salutato. Ci rivedremo fra un paio di settimane.

Tra le varie attività quotidiane e notturne, tutti quanti abbiamo dedicato parecchio tempo alla lettura, ma direi che il gioco delle " sette colonne" è stato forse l' appuntamento fisso, quotidiano, coinvolgente e divertente più significativo di questa traversata. Quando ero piccola io, si chiamava "fiori frutta nomi cose" e consiste, come avrete già capito, nell'estrarre una lettera dell'alfabeto con la quale devono iniziare, appunto, le sette categorie prescelte.

Gianni e Gigi non hanno partecipato (o troppo seri o ci temevano troppo...), salvo poi origliare spudoratamente, fare da giudici in qualche nostro chiassoso litigio oppure uscirsene spesso con la frase troppo facile "io lo so!". Il gioco cominciava tutti i giorni alle 14,30 e durava almeno un'oretta durante la quale discutevamo, protestavamo, litigavamo, ridevamo. E, per favore, che nessun pirata si sognasse di infastidirci in quei momenti, perchè lo avremmo pregato di ripassare più tardi !!La nostra traversata dell'Oceano Indiano si è conclusa con l'apparizione di un bell'elicottero francese preposto, come alcune unità navali della Coalizione Internazionale, alla protezione nel Golfo di Aden.


Ci ha sorvolato più o meno all'altezza dell'albero maestro poco prima di entrare nello Stretto che immette nel Mar Rosso, rassicurandoci e salutandoci festosamente e noi, gasatissimi, ci siamo catapultati dentro Bab El Mandeb a 12 nodi, accompagnati, per un giorno intero e con relativo strappetto alla randa, da 40 nodi di vento in poppa, ultima inaspettata sorpresa di questo Oceano Indiano. Ce ne sarebbero bastati 20 di meno, ma non sempre si può scegliere!

Ora, come dicevo, stiamo facendo lo slalom tra i reef del mar Rosso. Ieri, dopo 12 giorni di navigazione, ci siamo concessi una sosta fuori programma e "fuori burocrazia" in una bella baia, sguazzando tra coralli e pesci e rimpinguando di cernie il nostro freezer...

Domani si arriva. WOW !!!

L'amico Emanuele mi invia a volte delle sue poesie (belle). Questa del mare mi sembra particolarmente adatta.