martedì, gennaio 31, 2006

Approdo a Macondo (incontro con Gabriel Garcia Marquez)

Ci eravamo lasciati mentre navigavamo da Los Roques a Cartagena con un venticello abbastanza gagliardo sui 20-25 nodi. Ebbene, da lì a poco è cominciato il finimondo e per quasi 40 ore, fino a una quindicina di miglia dall'arrivo, il vento ha soffiato dai 35 ai 50 nodi montando un mare a dir poco improbabile!
Questo tratto di costa, infatti, è spesso molto molto ventoso, ma le onde raggiungono altezze assolutamente sproporzionate. Le cause sono un po' vaghe, ci sono molte versioni del perchè succeda questo fenomeno; di sicuro non c'entrano i maltempi, non c'entrano i fronti né le tempeste (abbiamo avuto giornate limpidissime e nottate con stelle esagerate): è così e basta.
Fatto stà che chi passa da quelle parti, di solito vede i sorci verdi. Ci siamo trovati al centro di uno scenario che spesso, nell'immaginarlo, nel vederlo al cinema o alla tele e nelle chiacchiere che spesso si fanno, avevamo evocato dichiarando che "non vorrei trovarmici in mezzo per tutto l'oro del mondo", oppure "con quel mare lì non uscirei neanche morta" e via dicendo!
Rollavamo come matti mettendo in acqua la falchetta prima a sinistra poi a destra, prima a sinistra poi a destra... All'interno, nonostante i nostri molteplici tentativi di fissare bene tutto, sbatteva tutto e tutto faceva un rumore infernale. E sto parlando di una barca di 40 metri!! In due giorni avremo ripetuto cento volte "ma ti immagini una barca piccola cosa farebbe?"
Insomma è stato un tormentone.

La sosta a Cartagena, all'àncora in fondo a un lungo canale protetto e calmissimo di fronte al Club Nautico, ci ha riconciliati con il mare facendoci presto dimenticare le ore di montagne russe. Cartagena è una città moderna molto brutta, disseminata di grattacieli mal disegnati, con una viabilità caotica e strozzata, ormai senza speranza e con il conseguente inquinamento alle stelle. La cittadella vecchia, invece, è assolutamente deliziosa. Sorta nel 1500, è un intrico di viuzze strette fiancheggiate da edifici coloniali spagnoli costellati di balconi, finestre e inferriate di legno, da ognuna delle quali ti aspetteresti da un momento all'altro di vedere comparire Don Diego de la Vega, "in arte" Zorro, lo spadaccino mascherato e pronto a saltare in strada in sella al suo cavallo. Lo so lo so che Zorro è nato vicino a Los Angeles, è andato in Messico, ha studiato in Spagna e quindi con la Colombia non c'entra niente, ma se vi trovaste a camminare tra le case della vecchia Cartagena, potreste anche mettere in dubbio la veridicità dei suoi storiografi...
Nei giorni in cui eravamo lì c'era una mostra di Botero, che a me piace moltissimo (uno psicologo da quattro soldi e anche un po' maleducato direbbe che forse mi piace perchè mi identifico nel suo modo di intendere le forme femminili) e c'era pure un convegno letterario internazionale a cui partecipavano vari scrittori provenienti da tutto il mondo. Una sera Davide torna in barca e mi racconta di questo convegno, al quale, visto l'importanza dei partecipanti, le forze dell'ordine della città, armate fino ai denti e disseminate srategicamente sui tetti e in ogni angolo, cercavano di assicurare uno svolgimento senza incidenti o disordini. A conclusione del racconto, mi dice: "pensa che mi sono trovato faccia a faccia con uno scrittore che si chiama Gabriel Garcia Marquez. Sai chi è?"....credo che non abbia ancora capito come mai gli sono svenuta davanti!!!
Ed è venuto il momento di andarsene anche da Cartagena. Salpiamo l'àncora e ci mettiamo in rotta verso le mitiche isolette di San Blas dove fra un paio di settimane ci raggiungeranno Gianni e Anna.

Nuove Foto da Cartagena

Adios amigos!

2 Comments:

At 1:19 AM, Blogger Gigi e Irene said...

Conoscevate i dipinti di Botero su Abu Ghraib?

http://www.uruknet.info/.?p=m11066

 
At 2:49 PM, Blogger _._ said...

Caspita Irene, per dirlo tu che c'era mare brutto vuol dire proprio che dev'essere stato tremendo. Difficile da immaginare.
Mi son sempre chiesto quante ne avete viste e passate dopo tutti questi anni in mare.
Potreste / dovreste scrivere un libro, se non lo fate voi che avete chissà quante cose interessanti da raccontare!
Ciao

Paolo

 

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